
“Io chiudo i miei occhi per poter vedere.”
(Paul Gauguin)
Oggi dopo aver corso, saltato, rotolato, giocato a palla e sperimentato un percorso motorio i miei bambini si sono sdraiati a terra e guardando il soffitto del salone hanno immaginato un bel cielo azzurro con nuvole bianche come panna montata ed è così che, io che sono la loro maestra fortunatamente, ho scoperto la MERAVIGLIA!!!
A scuola, mi capita spesso, quando guardo i bambini nei loro giochi, nel loro modo di parlare, di giocare, di ridere, di arrabbiarsi di domandarmi: “chi è il bambino che ho davanti?”. Sicuramente non è solo quello che sa fare o non sa fare, ma è anche ciò che lui sa immaginare ed è qui, che mi dico, che ogni insegnante dovrebbe riuscire ad entrare nel mondo dei bambini in punta di piedi per poter scoprire la vastità del loro mondo che non si ferma alla mera visione di ciò che è ma va ben oltre. È importante guardare, ascoltare, “stare” al loro fianco senza disturbare. Quando entro nell’infinito mondo del bambino sono convinta che io debba lasciare tutte le mie sovrastrutture mentali per calarmi nelle loro visioni magiche e stare in bilico, con loro, tra il visibile e l’invisibile.
È incantevole ed entusiasmante scoprire lo stupore e la meraviglia che abitano in loro ed è a questo “sguardo bambino” che devo accostarmi per poter esserci e per poter stare in quel mondo ancora sacro e libero.
Per me è un privilegio, una grazia poter incontrare quello “sguardo bambino” ed ecco che trovo la risposta alla mia domanda iniziale: IL BAMBINO È UN’ANIMA DELICATA, MERAVIGLIOSA, FORTE, AVVINCENTE, VULNERABILE e talvolta FRAGILE.
È stato così che il nostro cielo magicamente si è popolato di stelle cadenti, angeli, animali, fiori e mostri buoni… quel tempo che in apparenza sembrava vuoto si è riempito di storie emozionanti.
Ed è così che mi commuovo ogni volta che riesco ad entrare nel mondo immaginario dei miei bambini è come entrare in un flusso continuo, sempre in divenire, una sorgente di vita e comprendo come sia fondamentale dar loro il potere di decidere di ESSERE lì in quel preciso istante e di decidere cosa DIVENIRE.
Jessica